Cerca nel sito

News

Domenica, 16 Aprile 2017, Pasqua, messa solenne del Papa
  Pasqua, messa solenne del Papa: "Bisogna soccorrere nuovi schiavi. Basta conflitti" PRIMA il grido di vergogna, lanciato dal Colosseo nella Via Crucis del...   Leggi tutto

Venerdì, 14 Aprile 2017, Giovedì Santo. Viaggio fra i detenuti di Paliano
  La Messa in "Coena Domini" con la lavanda dei piedi fra i collaboratori di giustizia e i malati di tubercolosi. Parlano il vescovo di Palestrina, Domenico...   Leggi tutto

Giovedì, 13 Aprile 2017, Via Crucis, Papa Francesco
Via Crucis, Papa Francesco: "Vergogna per sangue innocente di donne, bambini, migranti" Così il Pontefice ha concluso la celebrazione al Colosseo,...   Leggi tutto

Mercoledì, 01 Marzo 2017, La Parola è un dono. L’altro è un dono
  Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo...   Leggi tutto

Giovedì, 01 Gennaio 2015, Il Papa all’Angelus: pace sempre possibile, sua radice è la preghiera
“In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso del Natale, la Chiesa ci invita a fissare lo sguardo sulla Madre di Gesù”. E’ quanto affermato da...   Leggi tutto

Giovedì, 01 Gennaio 2015, Il Papa all’Angelus: pace sempre possibile, sua radice è la preghiera
“In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso del Natale, la Chiesa ci invita a fissare lo sguardo sulla Madre di Gesù”. E’ quanto affermato da...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Messaggio del Santo Padre e Benedizione "Urbi et Orbi" nella Solennità del Natale
                    Alle ore 12 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana il Santo Padre Francesco,...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Bambini vittime degli Erode di oggi: il Papa Urbi et Orbi
Gesù trasformi l’indifferenza in vicinanza, il rifiuto in accoglienza: è la preghiera di Papa Francesco al saluto Urbi et Orbi, in cui ricorda le lacrime...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Al mondo serve tenerezza: così il Papa alla Messa di Natale
La tenerezza di Dio, la sua umiltà e la sua pazienza verso gli uomini: al centro delle parole di Papa Francesco alla Santa Messa della notte di Natale, nella...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Omelia del Papa per la Messa della Notte di Natale.
Papa Francesco ha celebrato nella Basilica Vaticana la Messa della Notte nella Solennità del Natale del Signore. Pubblichiamo di seguito il testo integrale...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Natale in Cattedrale
"Le luminarie della città di Cosenza fra qualche giorno non ci saranno più. Rimarrà a splendere la nostra luce di Cristiani?". Lo ha detto questa sera nella...   Leggi tutto

Mercoledì, 24 Dicembre 2014, Appello di pace da Betlemme, migliaia i pellegrini in Terra Santa
Un accorato appello di pace si è levato dalla Basilica della Natività a Betlemme, dove il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal ha celebrato la Messa...   Leggi tutto

Martedì, 31 Dicembre 2013, Il Quotidiano del 31/12/2013
  articolo de "Il Quotidiano della Calabria" del 31 dicembre 2013   Leggi tutto

Domenica, 29 Dicembre 2013, Papa Francesco Angelus 29 dicembre 2013
  Festa della Santa Famiglia di Nazareth Piazza San Pietro Domenica, 29 dicembre 2013   Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questa prima domenica dopo...   Leggi tutto

Giovedì, 26 Dicembre 2013, Papa Francesco Angelus 26 dicembre 2013
Festa di Santo Stefano ProtomartirePiazza San Pietro Giovedì, 26 dicembre 2013   Cari fratelli e sorelle buongiorno. Voi non avete paura della pioggia,...   Leggi tutto

Mercoledì, 25 Dicembre 2013, Papa Francesco Messaggio Urbi et Orbi
MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013 Mercoledì, 25 dicembre 2013   «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli...   Leggi tutto

Domenica, 13 Ottobre 2013, Papa Francesco 13 ottobre 2013 Giornata Mariana
In centomila a San Pietro per la Giornata Mariana. Il Papa: "Non si può essere cristiani a singhiozzo" Il Pontefice ha celebrato la messa davanti la statua...   Leggi tutto

Domenica, 06 Ottobre 2013, Papa Francesco Angelus 6 ottobre 2013
Il Papa durante l'Angelus prega per vittime di Lampedusa Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Prima di tutto voglio rendere grazie a Dio per la giornata che ho...   Leggi tutto

Lunedì, 30 Settembre 2013, Papa Francesco Messa 29 settembre 2013
SANTA MESSA PER LA "GIORNATA DEI CATECHISTI" Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità 1. «Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si...   Leggi tutto

Domenica, 22 Settembre 2013, Papa Francesco Visita Cagliari 22 settembre 2013
Il Papa a Cagliari incontra i lavoratori: "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro"  CAGLIARI - "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro". E' la...   Leggi tutto

Highlighter

Angelus: La forza del cristiano è la verità e l'amore. 


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella Liturgia di oggi ascoltiamo queste parole della Lettera agli Ebrei: «Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12,1-2). E’ un’espressione che dobbiamo sottolineare in modo particolare in questo Anno della fede.

Anche noi, durante tutto questo anno, teniamo lo sguardo fisso su Gesù, perché la fede, che è il nostro “sì” alla relazione filiale con Dio, viene da Lui, viene da Gesù. E’ Lui l’unico mediatore di questa relazione tra noi e il nostro Padre che è nei cieli. Gesù è il Figlio, e noi siamo figli in Lui.

Ma la Parola di Dio di questa domenica contiene anche una parola di Gesù che ci mette in crisi, e che va spiegata, perché altrimenti può generare malintesi. Gesù dice ai discepoli: «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione» (Lc 12,51). Che cosa significa questo? Significa che la fede non è una cosa decorativa, ornamentale; vivere la fede non è decorare la vita con un po’ di religione, come se fosse una torta e la si decora con la panna.

No, la fede non è questo. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non è vuoto, Dio non è neutro, Dio è sempre positivo, Dio è amore, e l’amore è positivo! Dopo che Gesù è venuto nel mondo non si può fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale; no, Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio è misericordia, Dio è fedeltà, è vita che si dona a tutti noi.

Per questo Gesù dice: sono venuto a portare divisione; non che Gesù voglia dividere gli uomini tra loro, al contrario: Gesù è la nostra pace, è la nostra riconciliazione! Ma questa pace non è la pace dei sepolcri, non è neutralità, Gesù non porta neutralità, questa pace non è un compromesso a tutti i costi.

Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all’egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi. E questo sì, divide; lo sappiamo, divide anche i legami più stretti. Ma attenzione: non è Gesù che divide! Lui pone il criterio: vivere per se stessi, o vivere per Dio e per gli altri; farsi servire, o servire; obbedire al proprio io, o obbedire a Dio. Ecco in che senso Gesù è «segno di contraddizione» (Lc 2,34).

Dunque, questa parola del Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede. E’ proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili! Fede e violenza sono incompatibili! Invece fede e fortezza vanno insieme. Il cristiano non è violento, ma è forte. E con che fortezza? Quella della mitezza, la forza della mitezza, la forza dell’amore.

Cari amici, anche tra i parenti di Gesù vi furono alcuni che a un certo punto non condivisero il suo modo di vivere e di predicare, ce lo dice il Vangelo (cfr Mc 3,20-21). Ma sua Madre lo seguì sempre fedelmente, tenendo fisso lo sguardo del suo cuore su Gesù, il Figlio dell’Altissimo, e sul suo mistero. E alla fine, grazie alla fede di Maria, i familiari di Gesù entrarono a far parte della prima comunità cristiana (cfr At 1,14). Chiediamo a Maria che aiuti anche noi a tenere lo sguardo ben fisso su Gesù e a seguirlo sempre, anche quando costa.

——————————————————————————–

Dopo l’Angelus

Ricordatevi questo: seguire Gesù non è neutro, seguire Gesù significa coinvolgersi, perché la fede non è una cosa decorativa, è forza dell’anima!

Cari fratelli e sorelle,

vi saluto tutti con affetto, romani e pellegrini: le famiglie, i gruppi parrocchiali, i giovani…

Voglio chiedere una preghiera per le vittime dell’affondamento del traghetto nelle Filippine, anche per le famiglie… tanto dolore!

Continuiamo anche a pregare per la pace in Egitto. Tutti insieme: Maria, Regina della pace, prega per noi! Tutti: [Ripete con la gente:] Maria, Regina della pace, prega per noi!

Saluto il gruppo folcloristico polacco proveniente da Edmonton, Canada.

Un saluto speciale rivolgo ai giovani di Brembilla – ma vedo eh!, vi vedo bene! – presso Bergamo, e benedico la fiaccola che porteranno a piedi da Roma fino al loro paese. E saluto anche i giovani di Altamura.

A tutti auguro buona domenica, e un buon pranzo! Arrivederci!

Papa Francesco all’Angelus di Ferragosto prega per le vittime degli scontri in Egitto


Cari fratelli e sorelle,

al termine di questa Celebrazione ci rivolgiamo alla Vergine Maria con la preghiera dell’Angelus. Il cammino di Maria verso il Cielo è cominciato da quel “sì” pronunciato a Nazaret, in risposta al Messaggero celeste che le annunciava la volontà di Dio per lei. E in realtà è proprio così: ogni “sì” a Dio è un passo verso il Cielo, verso la vita eterna. Perché questo vuole il Signore: che tutti i suoi figli abbiano la vita in abbondanza! Dio ci vuole tutti con sé, nella sua casa!

Giungono purtroppo notizie dolorose dall’Egitto. Desidero assicurare la mia preghiera per tutte le vittime e i loro familiari, per i feriti e per quanti soffrono. Preghiamo insieme per la pace, il dialogo, la riconciliazione in quella cara terra e nel mondo intero. Maria, Regina della Pace, prega per noi! Tutti diciamo: Maria, Regina della Pace, prega per noi!

Desidero ricordare il 25° anniversario della Lettera Apostolica Mulieris dignitatem, del beato Papa Giovanni Paolo II, sulla dignità e la vocazione della donna. Questo documento è ricco di spunti che meritano di essere ripresi e sviluppati; e alla base di tutto c’è la figura di Maria, infatti uscì in occasione dell’Anno Mariano. Facciamo nostra la preghiera posta alla fine di questa Lettera Apostolica (cfr n. 31): affinché, meditando il mistero biblico della donna, condensato in Maria, tutte le donne vi trovino se stesse e la pienezza della loro vocazione, e in tutta la Chiesa si approfondisca e si capisca di più il tanto grande e importante ruolo della donna.

Ringrazio tutti i presenti, abitanti di Castel Gandolfo e pellegrini! Ringrazio voi e gli  abitanti di Castel Gandolfo, grazie tante! … E tutti i pellegrini, in particolare quelli della Guinea con il loro Vescovo. Saludo con afecto a las alumnas del Colegio Pasionista “Michael Ham” de Vicente  López, Argentina; así como a los jóvenes de la Banda de música del Colegio José  de Jesús Rebolledo de Coatepec, México.

E adesso, tutti insieme, preghiamo la Madonna:

Angelus Domini

 

Dopo l’Angelus

Vi auguro buona festa oggi, giorno della Madonna: buona festa e buon pranzo!

Il Pontefice: "I giovani sono particolarmente sensibili al vuoto di significato e di valori che spesso li circonda. E purtroppo ne pagano le conseguenze". Sulle Gmg: "Non sono fuochi d'artificio ma tappe di un lungo cammino"

Citta' del Vaticano, 4 ago. Bisogna "affrontare la vanita' quotidiana, il veleno del vuoto che si insinua nelle nostre societa' basate sul profitto e sull'avere, che illudono i giovani con il consumismo. Il Vangelo di questa domenica ci richiama proprio l'assurdita' di basare la propria felicita' sull'avere". Lo dice papa Francesco durante l'Angelus in Piazza San Pietro, che sottolinea come "i giovani sono particolarmente sensibili al vuoto di significato e di valori che spesso li circonda. E purtroppo ne pagano le conseguenze". 

"Invece - assicura il Papa - l'incontro con Gesu' vivo, nella sua grande famiglia che e' la Chiesa, riempie il cuore di gioia, perche' lo riempie di vita vera, di un bene profondo, che non passa e non marcisce: lo abbiamo visto sui volti dei ragazzi a Rio". Proprio al popolo brasiliano il Pontefice ha mandato un ringraziamento: "Tante grazie ai brasiliani, brava gente, un popolo di grande cuore, di cui non dimentico la sua calorosa accoglienza, i suoi saluti e i suoi sguardi, chiedo al Signore di benedirlo tanto!".

Nel ricordare le Gmg, Bergoglio ha proseguito: "Le Giornate Mondiali della Gioventu' non sono 'fuochi d'artificio', momenti di entusiasmo fini a se stessi; sono tappe di un lungo cammino, iniziato nel 1985, per iniziativa del Papa Giovanni Paolo II. Egli affido' ai giovani la Croce e disse: andate, e io verro' con voi! E cosi' e' stato; e questo pellegrinaggio dei giovani e' continuato con il Papa Benedetto, e grazie a Dio anch'io ho potuto vivere questa meravigliosa tappa in Brasile". E chiede di "ringraziare tutti insieme il Signore per il grande dono che e' stato questo avvenimento, per il Brasile, per l'America Latina e per il mondo intero". "E' stato una nuova tappa nel pellegrinaggio dei giovani attraverso i continenti con la Croce di Cristo", sostiene.

E ancora sul concetto di felicita' basata sull'avere, Papa Francesco cita il Vangelo: "Il ricco dice a se stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni…riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli dice: Stolto, questa notte stessa ti sara' richiesta la tua vita. E quello che hai accumulato, di chi sara'?. La vera ricchezza e' l'amore di Dio, condiviso con i fratelli. Chi ne fa esperienza non teme la morte, e riceve la pace del cuore. Affidiamo - conclude - questa intenzione di ricevere l'amore e condividerlo con i fratelli all'intercessione della Vergine Maria".

Durante l'Angelus, Papa Francesco ha anche ricordato Papa Montini: "Mi piace ricordare la festa liturgica della Trasfigurazione, che sara' dopodomani, con un pensiero di profonda gratitudine per il Venerabile Papa Paolo VI, che parti' da questo mondo la sera del 6 agosto di 35 anni fa".

Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa domenica (Lc 12,32-48) ci parla del desiderio dell’incontro definitivo con Cristo, un desiderio che ci fa stare sempre pronti, con lo spirito sveglio, perché aspettiamo questo incontro con tutto il cuore, con tutto noi stessi. Questo è un aspetto fondamentale della vita. C’è un desiderio che tutti noi, sia esplicito sia nascosto, abbiamo nel cuore, tutti noi abbiamo questo desiderio nel cuore.

Anche questo insegnamento di Gesù è importante vederlo nel contesto concreto, esistenziale in cui Lui lo ha trasmesso. In questo caso, l’evangelista Luca ci mostra Gesù che sta camminando con i suoi discepoli verso Gerusalemme, verso la sua Pasqua di morte e risurrezione, e in questo cammino li educa confidando loro quello che Lui stesso porta nel cuore, gli atteggiamenti profondi del suo animo. Tra questi atteggiamenti vi sono il distacco dai beni terreni, la fiducia nella provvidenza del Padre e, appunto, la vigilanza interiore, l’attesa operosa del Regno di Dio. Per Gesù è l’attesa del ritorno alla casa del Padre. Per noi è l’attesa di Cristo stesso, che verrà a prenderci per portarci alla festa senza fine, come ha già fatto con sua Madre Maria Santissima: l’ha portata al Cielo con Lui.

Questo Vangelo vuole dirci che il cristiano è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, un desiderio profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada. E tutto questo che Gesù ci dice si riassume in un famoso detto di Gesù: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore» (Lc 12,34). Il cuore che desidera. Ma tutti noi abbiamo un desiderio. La povera gente è quella che non ha desiderio; il desiderio di andare avanti, verso l’orizzonte; e per noi cristiani questo orizzonte è l’incontro con Gesù, l’incontro proprio con Lui, che è la nostra vita, la nostra gioia, quello che ci fa felici. Ma io vi farei due domande. La prima: tutti voi, avete un cuore desideroso, un cuore che desidera? Pensate e rispondete in silenzio e nel cuore tuo: tu, hai un cuore che desidera, o hai un cuore chiuso, un cuore addormentato, un cuore anestetizzato per le cose della vita? Il desidero, andare avanti all’incontro con Gesù. E la seconda domanda: dov’è il tuo tesoro, quello che tu desideri? – perché Gesù ci ha detto: Dov’è il vostro tesoro, là sarà il vostro cuore – e io domando: dov’è il tuo tesoro? Qual è per te la realtà più importante, più preziosa, la realtà che attrae il mio cuore come una calamita? Cosa attrae il tuo cuore? Posso dire che è l’amore di Dio? C’è la voglia di fare il bene agli altri, di vivere per il Signore e per i nostri fratelli? Posso dire questo? Ognuno risponde nel suo cuore. Ma qualcuno può dirmi: Padre, ma io sono uno che lavora, che ha famiglia, per me la realtà più importante è mandare avanti la mia famiglia, il lavoro… Certo, è vero, è importante. Ma qual è la forza che tiene unita la famiglia? E’ proprio l’amore, e chi semina l’amore nel nostro cuore è Dio, l’amore di Dio, è proprio l’amore di Dio che dà senso ai piccoli impegni quotidiani e anche aiuta ad affrontare le grandi prove. Questo è il vero tesoro dell’uomo. Andare avanti nella vita con amore, con quell’amore che il Signore ha seminato nel cuore, con l’amore di Dio. E questo è il vero tesoro. Ma l’amore di Dio cosa è? Non è qualcosa di vago, un sentimento generico. L’amore di Dio ha un nome e un volto: Gesù Cristo, Gesù. L’amore di Dio si manifesta in Gesù. Perché noi non possiamo amare l’aria… Amiamo l’aria? amiamo il tutto? No, non si può, amiamo persone, e la persona che noi amiamo è Gesù, il dono del Padre fra noi. E’ un amore che dà valore e bellezza a tutto il resto; un amore che dà forza alla famiglia, al lavoro, allo studio, all’amicizia, all’arte, ad ogni attività umana. E dà senso anche alle esperienze negative, perché ci permette, questo amore, di andare oltre queste esperienze, di andare oltre, non rimanere prigionieri del male, ma ci fa passare oltre, ci apre sempre alla speranza. Ecco, l’amore di Dio in Gesù sempre ci apre alla speranza, a quell’orizzonte di speranza, all’orizzonte finale del nostro pellegrinaggio. Così anche le fatiche e le cadute trovano un senso. Anche i nostri peccati trovano un senso nell’amore di Dio, perché questo amore di Dio in Gesù Cristo ci perdona sempre, ci ama tanto che ci perdona sempre.

Cari fratelli, oggi nella Chiesa facciamo memoria di santa Chiara di Assisi, che sulle orme di Francesco lasciò tutto per consacrarsi a Cristo nella povertà. Santa Chiara ci dà una testimonianza molto bella di questo Vangelo di oggi: ci aiuti lei, insieme con la Vergine Maria, a viverlo anche noi, ciascuno secondo la propria vocazione.

Tre milioni di persone alla messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù a Rio. Francesco sprona i giovani: «La Chiesa da voi ha bisogno di entusiasmo, creatività e gioia. La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide, si trasmette, perché tutti possano conoscere, amare e professare Gesù Cristo che è il Signore della vita e della storia»

Rio de Janeiro. La spiaggia si muove all’unisono. Il più grande flash mob del mondo va in onda sulla spiaggia di Copacabana e raggiunge quella di Ipanema. Sul palco, in attesa che cominci la messa, alla presenza del Papa danno il ritmo ragazzi e ragazze di ogni nazionalità per “profesar la alegria dela fe”. Continuano ad arrivare da ogni angolo della città, tre milioni di giovani, accorsi per la Gmg e per stringersi attorno a Francesco. In prima fila, davanti all'altare, la presidente del Brasile Dilma Rousseff insieme con quelli dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, e della Bolivia, Evo Morales. 
Il Papa esorta i giovani con tre parole: Andate, senza paura, per servire. E poi spiega: «In questi giorni, qui a Rio, avete potuto fare la bella esperienza di incontrare Gesù e di incontrarlo assieme, avete sentito la gioia della fede. Ma l'esperienza di questo incontro non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia, del movimento, della vostra comunità. Sarebbe come togliere l'ossigeno a una fiamma che arde. La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide, si trasmette, perché tutti possano conoscere, amare e professare Gesù Cristo che è il Signore della vita e della storia». 

Tre milioni alla Messa finale della Gmg. Papa "Arrivederci a Cracovia 2016"I ragazzi sono attenti in preghiera. Un grande silenzio per non perdere neppure una parola di Francesco. Il Papa li mette in guardia: «Attenzione. Gesù non ha detto: se volete, se avete tempo, ma: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Condividere l’esperienza della fede, testimoniare la fede, annunciare il Vangelo è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa, anche a te; è un comando, che, però, non nasce dalla volontà di dominio o di potere, ma dalla forza dell’amore». E Dio ci invia verso tutti, «Il Vangelo non è per alcuni, non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti».
Un compito, quello di annunciare, da portare avanti senza paura, «in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore».
«La Chiesa ha bisogno di voi», dice in particolare ai giovani latinoamericani impegnati nella missione Continentale decisa ad Aparecida nel 2007. Ha bisogno «dell'entusiasmo, della creatività e della gioia che vi caratterizzano. Un grande apostolo del Brasile, il Beato José de Anchieta, partì in missione quando aveva soltanto diciannove anni. Sapete qual è lo strumento migliore per evangelizzare i giovani? Un altro giovane». No bisogna avere paura sapendo che «Dio dice anche a voi quello che ha detto a Geremia: "Non avere paura, perché io sono con te per proteggerti". Nell’inviare i suoi discepoli in missione, ha promesso: "Io sono con voi tutti i giorni". Gesù non ci lascia soli, non vi lascia mai soli».
Una missione che non è di potere ma di servizio: «Il canto della vostra vita, è lasciare che la nostra vita si identifichi con quella di Gesù, è avere i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni. E la vita di Gesù è una vita per gli altri. È una vita di servizio».
«Evangelizzare», spiega il Papa, «è testimoniare in prima persona l'amore di Dio, è superare i nostri egoismi, è servire chinandoci a lavare i piedi dei nostri fratelli come ha fatto Gesù. Andate, senza paura, per servire. Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve gioia».
Durante la messa il Papa ha ricevuto una coppia di giovani sposi, incontrati il giorno prima, che gli avevano parlato della loro bambina anencefala. Francesco li ha invitati a messa e ha chiesto che portassero la bambina durante l'offertorio in segno di fiducia in Dio. Il Papa ha proseguito la celebrazione tra l'entusiasmo composto e i mille striscioni che esprimono in tutte le lingue la gioia dei ragazzi di essere qui. 

 



Ascolta il Vangelo del giorno