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Domenica, 16 Aprile 2017, Pasqua, messa solenne del Papa
  Pasqua, messa solenne del Papa: "Bisogna soccorrere nuovi schiavi. Basta conflitti" PRIMA il grido di vergogna, lanciato dal Colosseo nella Via Crucis del...   Leggi tutto

Venerdì, 14 Aprile 2017, Giovedì Santo. Viaggio fra i detenuti di Paliano
  La Messa in "Coena Domini" con la lavanda dei piedi fra i collaboratori di giustizia e i malati di tubercolosi. Parlano il vescovo di Palestrina, Domenico...   Leggi tutto

Giovedì, 13 Aprile 2017, Via Crucis, Papa Francesco
Via Crucis, Papa Francesco: "Vergogna per sangue innocente di donne, bambini, migranti" Così il Pontefice ha concluso la celebrazione al Colosseo,...   Leggi tutto

Mercoledì, 01 Marzo 2017, La Parola è un dono. L’altro è un dono
  Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo...   Leggi tutto

Giovedì, 01 Gennaio 2015, Il Papa all’Angelus: pace sempre possibile, sua radice è la preghiera
“In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso del Natale, la Chiesa ci invita a fissare lo sguardo sulla Madre di Gesù”. E’ quanto affermato da...   Leggi tutto

Giovedì, 01 Gennaio 2015, Il Papa all’Angelus: pace sempre possibile, sua radice è la preghiera
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Giovedì, 25 Dicembre 2014, Messaggio del Santo Padre e Benedizione "Urbi et Orbi" nella Solennità del Natale
                    Alle ore 12 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana il Santo Padre Francesco,...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Bambini vittime degli Erode di oggi: il Papa Urbi et Orbi
Gesù trasformi l’indifferenza in vicinanza, il rifiuto in accoglienza: è la preghiera di Papa Francesco al saluto Urbi et Orbi, in cui ricorda le lacrime...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Al mondo serve tenerezza: così il Papa alla Messa di Natale
La tenerezza di Dio, la sua umiltà e la sua pazienza verso gli uomini: al centro delle parole di Papa Francesco alla Santa Messa della notte di Natale, nella...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Omelia del Papa per la Messa della Notte di Natale.
Papa Francesco ha celebrato nella Basilica Vaticana la Messa della Notte nella Solennità del Natale del Signore. Pubblichiamo di seguito il testo integrale...   Leggi tutto

Giovedì, 25 Dicembre 2014, Natale in Cattedrale
"Le luminarie della città di Cosenza fra qualche giorno non ci saranno più. Rimarrà a splendere la nostra luce di Cristiani?". Lo ha detto questa sera nella...   Leggi tutto

Mercoledì, 24 Dicembre 2014, Appello di pace da Betlemme, migliaia i pellegrini in Terra Santa
Un accorato appello di pace si è levato dalla Basilica della Natività a Betlemme, dove il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal ha celebrato la Messa...   Leggi tutto

Martedì, 31 Dicembre 2013, Il Quotidiano del 31/12/2013
  articolo de "Il Quotidiano della Calabria" del 31 dicembre 2013   Leggi tutto

Domenica, 29 Dicembre 2013, Papa Francesco Angelus 29 dicembre 2013
  Festa della Santa Famiglia di Nazareth Piazza San Pietro Domenica, 29 dicembre 2013   Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questa prima domenica dopo...   Leggi tutto

Giovedì, 26 Dicembre 2013, Papa Francesco Angelus 26 dicembre 2013
Festa di Santo Stefano ProtomartirePiazza San Pietro Giovedì, 26 dicembre 2013   Cari fratelli e sorelle buongiorno. Voi non avete paura della pioggia,...   Leggi tutto

Mercoledì, 25 Dicembre 2013, Papa Francesco Messaggio Urbi et Orbi
MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013 Mercoledì, 25 dicembre 2013   «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli...   Leggi tutto

Domenica, 13 Ottobre 2013, Papa Francesco 13 ottobre 2013 Giornata Mariana
In centomila a San Pietro per la Giornata Mariana. Il Papa: "Non si può essere cristiani a singhiozzo" Il Pontefice ha celebrato la messa davanti la statua...   Leggi tutto

Domenica, 06 Ottobre 2013, Papa Francesco Angelus 6 ottobre 2013
Il Papa durante l'Angelus prega per vittime di Lampedusa Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Prima di tutto voglio rendere grazie a Dio per la giornata che ho...   Leggi tutto

Lunedì, 30 Settembre 2013, Papa Francesco Messa 29 settembre 2013
SANTA MESSA PER LA "GIORNATA DEI CATECHISTI" Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità 1. «Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si...   Leggi tutto

Domenica, 22 Settembre 2013, Papa Francesco Visita Cagliari 22 settembre 2013
Il Papa a Cagliari incontra i lavoratori: "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro"  CAGLIARI - "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro". E' la...   Leggi tutto

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Papa Francesco Visita Cagliari 22 settembre 2013

Il Papa a Cagliari incontra i lavoratori: "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro" 

Il pontefice Francesco.

CAGLIARI - "Signore, insegnaci a lottare per il lavoro". E' la preghiera di Papa Francesco, sbarcato in Sardegna per la sua seconda visita pastorale sul suolo italiano (la prima fu a Lampedusa lo scorso luglio) per affrontare l'emergenza occupazione assieme a cassintegrati, disoccupati e dipendenti in mobilità. E per restituire la speranza ai giovani in una terra dove la povertà e l'emarginazione sono in preoccupante crescita.


Il pontefice arriva in via Roma a Cagliari, ad attenderlo migliaia di persone. Sul palco allestito davanti a largo Carlo Felice lo aspettano un cassintegrato, un pastore e una imprenditrice, ciascuno per leggergli una lettera. Con loro anche una trentina di persone rappresentanti delle varie realtà lavorative della Sardegna. Il Papa dapprima ascolta le loro richieste. Poi comincia a leggere il suo discorso, ma dopo poche frasi si ferma e continua a parlare a braccio: "Non sono un impiegato della Chiesa che viene e vi dice: coraggio"

L'operaio, l'imprenditrice e il pastore. Parla per primo l'operaio in cassa integrazione, che esordisce: "Mi chiamo Francesco, sono un operaio e dal febbraio 2009, ormai più di quattro anni, sono senza lavoro". E chiede al Santo Padre di "intercedere sul presidente della regione e su chi ha autorità per risolvere le vertenze" perché "il Sulcis, il mediocampidano, il nuorese e il sassarese muoiono ogni giorno".

Ci sono, sottolinea l'operaio, in Sardegna "migliaia di disoccupati cassaintegrati e precari, appartenenti a industria, agricoltura, pastorizia e commercio". "Grazie - aggiunge - per la sua presenza di grande incoraggiamento per noi". "La mancanza di lavoro - sottolinea - rende lo spirito debole, una debolezza che genera paura e la paura indebolisce la fede e la fiducia nell'avvenire". "Papa, papà di tutti noi, non lasciarci soli", conclude.

L'imprenditrice chiede invece al Papa di benedire tutte le attività imprenditoriali dell'isola, dalle grandi industrie alle piccole società. "Tanti imprenditori - aggiunge la donna - vivono la drammatica responsabilità di fare di tutto per non perdere posti di lavoro" ma "la crisi - sottolinea - ci ha messo a dura prova, tanto che nessuna impresa si sente sicura per il futuro".

Infine prende la parola il pastore. La pastorizia rappresenta "una parte importante dell'economia della Sardegna", spiega, e "nella consapevolezza di curare la terra che il Creatore ha affidato alla nostra responsabilità", per "consegnarla alle nuove generazioni in uno stato tale che anche esse possano degnamente abitarla e valorizzarla, vogliamo essere annunciatori del Vangelo nelle nostre campagne. Santità, noi la riconosciamo nostro buon pastore e le chiediamo di benedire il nostro lavoro, la nostra terra le nostre speranze".

La risposta di Francesco. "Con questo incontro desidero soprattutto esprimervi la mia vicinanza - risponde il pontefice -  specialmente alle situazioni di sofferenza: a tanti giovani disoccupati, alle persone in cassa integrazione o precarie, agli imprenditori e commercianti che fanno fatica ad andare avanti. E' una realtà che conosco bene per l'esperienza avuta in Argentina. Anche io non avevo conosciuta la mia famiglia, mio papà giovane è andato in Argentina pieno di illusioni a farsi l'America e ha sofferto la terribile crisi del Trenta. Hanno perso tutto. Non c'era l'oro. E io ho sentito nella mia infanzia parlare di questo tempo a casa. Io non l'ho visto, non ero nato ancora. Ma ho sentito in casa parlare di questa sofferenza. La conosco bene. Devo dirvi coraggio. Ma sono cosciente che devo fare il mio perché questa parola coraggio non sia una bella parola di passaggio. Non sia solo il sorriso di un impiegato della Chiesa che viene e vi dice coraggio. Questo non lo voglio".

Il dio denaro. La crisi e le sue sofferenze, continua Francesco, "sono la conseguenza di una scelta mondiale, di un sistema economico che porta a questa tragedia, un sistema economico che ha al centro un idolo, che si chiama denaro. Dio ha voluto che al centro non ci sia un idolo, ma un uomo e una donna. Il mondo è diventato idolatra, comanda il denaro". E aggiunge: "Cadono gli anziani, perché in questo mondo non c'è posto per loro. Alcuni parlano di questa eutanasia nascosta, perché non vengono curati, vengono lasciati perdere".

No alla cultura dello scarto. "Si scartano i nonni e si scartano i giovani e noi dobbiamo dire no a questa cultura dello scarto. Dobbiamo dire 'vogliamo un sistema giusto, che faccia andare avanti tutti'. Non vogliamo questo sistema economico globalizzato che ci fa tanto male. Al centro devono essere l'uomo e la donna, non il denaro".

"Signore insegnaci a lottare". Il Papa innalza poi la sua preghiera di fronte alle migliaia di fedeli: "Signore Dio guardaci, guarda questa città e questa isola, guarda le nostre famiglie. Signore a te non è mancato il lavoro, hai fatto il falegname, eri felice. Signore ci manca il lavoro. Gli idoli vogliono rubarci la dignità. I sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza. Signore aiutati ad aiutarci tra noi, a dimenticare l'egoismo e a sentire il 'noi', il 'noi popolo' che vuole andare avanti. Insegnaci a lottare per il lavoro".

Due isole. "Questa è la seconda città che visito dell'Italia, è curioso. Tutte e due sono isole - aggiunge ancora il Papa riferendosi alla sua precedente visita a Lampedusa. Nella prima ho visto la sofferenza di tanta gente che cerca, rischiando la vita, dignità, pane e salute. E' il mondo dei rifugiati. E ho visto la risposta di quella città che, essendo isola, non ha voluto isolarsi, che riceve e ci dà un esempio di accoglienza. Sofferenza e risposta positiva".

"Anche qui - continua - in questa seconda isola che visito, trovo sofferenza, una sofferenza che, qualcuno ha detto, ti toglie la speranza (e qui cita la lettera aperta rivolta a lui dall'operaio, ndr). Una sofferenza che ti porta, scusate se uso una espressione forte, ma è vero, ti porta a sentirti senza dignità".

Il discorso integrale. "Avevo scritto - racconta al termine del suo discorso, pronunciato interamente a braccio - alcune cose per voi, ma guardandovi mi sono venute queste parole. Io consegnerò al vescovo queste parole scritte come se fossero state dette, ma ho preferito dire quello che mi viene dal cuore guardandovi in questo momento".

La messa nella basilica di Bonaria. Il Papa ha poi celebrato la messa nella basilica di Bonaria, alla quale hanno assistito anche 1.600 i malati. Dopo il Pontefice si è fermato a pregare all'interno del Santuario assieme ai padri mercedari, custodi del simulacro della Vergine di Bonaria, alle suore mercedarie e al terz'Ordine mercedario. I mercedari gli hanno donato una medaglia ricordo d'argento con l'effige della Madonna di Bonaria.

L'omelia e la preghiera in sardo. "Sa paghe 'e Nostru Segnore siat sempre chin bois", cioè "La pace di Nostro Signore sia sempre con voi". Con questa invocazione in sardo Francesco ha aperto la sua omelia. Poi conclusa con una preghiera alla Vergine iempre in lingua sarda: "Nostra Segnora 'e Bonaria bos acumpanzet sempre in sa vida", cioè "Nostra Signora di Bonaria, accompagnaci sempre nella nostra vita".
"Maria - ha spiegato ai fedeli - prega, prega insieme alla comunità dei discepoli, e ci insegna ad avere piena fiducia in Dio, nella sua misericordia. E' necessaria la collaborazione leale da parte di tutti, con l'impegno dei responsabili delle istituzioni, per assicurare alle persone e alle famiglie i diritti fondamentali, e far crescere una società più fraterna e solidale", ha poi detto il Papa durante la messa, ricordando che la Sardegna, "questa vostra bella regione, soffre da lungo tempo molte situazioni di povertà, accentuate anche dalla sua condizione insulare".

La preghiera con detenuti e poveri. La giornata è proseguita con la visita alla Cattedrale, dove c'è stato un momento toccante quando papa Francesco ha recitato il 'Padre nostro' insieme ai detenuti e ai poveri. Nel duomo infatti c'erano 27 detenuti e 132 poveri assistiti dalla Caritas tra famiglie disagiate, clochard, extracomunitari e Rom. I detenuti hanno offerto al papa un cesto con i prodotti tipici sardi e una lettera scritta da un ergastolano.

Nella lettera dell'ergastolano - il suo nome è Dante - viene lanciato un appello al Santo Padre perchè interceda e "apra il cuore" ai governanti e ai parlamentari affinché dall'ordinamento nazionale sparisca "la tortura dell'ergastolo". Nella stessa missiva, consegnata da un detenuto presente in cattedrale, anche una poesia dal titolo "Fine pena mai".

Il papa, durante gli incontri nella cattedrale, ha detto: "Per favore vi prego di pregare per me, ne ho bisogno. Qui tutti abbiamo difficoltà, tutti abbiamo miserie, tutti noi abbiamo fragilità, nessuno qui è meglio dell'altro e tutti siamo uguali davanti a Dio".

Francesco ha continuato: "Carità non è assistenzialismo, ma scelta di vita, è un modo di vivere e di essere, è la via dell'umiltà e della solidarietà. Bisogna seguire Gesù, che non è venuto nel mondo per fare una sfilata, per farsi vedere". E "non possiamo seguire Gesù sulla via della carità se non ci vogliamo bene prima di tutto tra noi, se non ci sforziamo di collaborare, di comprenderci a vicenda e di perdonarci, riconoscendo a ciascuno i propri limiti e i propri sbagli".  "La parola solidarietà rischia di essere cancellata dal vocabolario, perché dà fastidio".

"La società italiana oggi ha 
molto bisogno di speranza, e la Sardegna in modo particolare", ha detto ancora papa Francesco.

 



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